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Disregolazione del circuito della ricompensa e Dipendenza

  • Andrea Vannozzi
  • 27 apr
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 6 mag

Diverse Sostanze e comportamenti possono dirottare il circuito della ricompensa e creare squilibri, fino a generare dipendenza. La dipendenza nasce quando la gratificazione immediata prevale sul controllo cognitivo.

Come avviene il meccanismo della dipendenza?

Sostanze o comportamenti iper stimolanti inondano il Circuito della ricompensa di Dopamina provocando un’attesa di piacere ed un piacere molto intenso, ma artificiale, che supera le ricompense naturali che derivano dal cibo, dal sesso e dalla socializzazione. Ciò comporta anche una minore sensibilità ai piaceri normali, cioè si riduce la capacità di gustarsi qualcosa (il piacere in tempo reale) fino all’anedonia, che è l'incapacità di provare piacere o interesse per le attività quotidiane. Contemporaneamente si presentano alterazioni del comportamento e il pensiero è prevalentemente orientato verso la sostanza o la situazione oggetto del desiderio, fino al pensiero ossessivo. Come riflesso a questo massiccio piacere artificiale ed anche come meccanismo di difesa delle aree cerebrali interessate, avviene la desensibilizzazione o diminuzione dei recettori dopaminergici (downwgulation) e ciò costringe l’individuo a procurarsi stimoli sempre più forti per soddisfare il desiderio, dato che gli stimoli normali non bastano più, fino ad arrivare a comportamenti compulsivi, dove l’anticipazione del piacere ed il desiderio si sostituiscono al piacere. Cosa è un comportamento compulsivo? È un’azione ripetitiva intenzionale irrefrenabile, che una persona mette in atto spesso per placare l’ansia interiore generata da pensieri ossessivi riguardo l’oggetto che ha determinato la dipendenza. L’azione compulsiva e il pensiero ossessivo sono aspetti importanti delle forme gravi di Dipendenza. L’azione di Top-down che la corteccia prefrontale dovrebbe attuare in queste situazioni è insufficiente.

I principali interferenti del sistema sono:

Le sostanze chimiche artificiali come droghe, alcool e nicotina. Oltre a rilasciare quantità grandi di Dopamina con tutte le conseguenze appena elencate, presentano anche i sintomi caratteristici relativi alla sostanza, all’assuefazione ed all’astinenza, qualora si volesse interromperne l’assunzione.

La tecnologia digitale, i Social, lo “scrolling infinito” con tablet e smartfone. Il termine informatica che contempla tutte queste tecnologie ed i mezzi atti al loro uso, deriva dal francese e nasce dalla contrazione di due termini information (informazione) e automatique (automatica) e si riferisce alla gestione e trasmissione delle informazioni. Il nostro cervello è avido di informazioni. L’elaborazione dell’informazione ricevuta attraverso i sensi è una delle funzioni principali dell’encefalo e porta ad adeguare il nostro comportamento in base ad essa. Oggi l’informatica è nelle mani di tutti, inizialmente grazie ai computer, ma oggi soprattutto con gli smartphone e i tablet. L’uso dei Social (con i like e le notifiche), i videogiochi, lo Scrolling, cioè l’abitudine a scorrere verticalmente in rapida successione i contenuti al fine di acquisire informazioni tramite articoli o video, per alcune persone può diventare un problema difficile da controllare, tanto da essere chiamato “dipendenza da scrolling infinito”. Ciò è dovuto alle modalità con cui queste tecnologie agiscono sul nostro cervello. Nello scrolling e soprattutto in piattaforme come tik tok o Instagram e nei videogiochi, ma in ogni situazione a carattere ripetitivo, il cervello viene catturato da un fenomeno chiamato rinforzo variabile. Succede che nel nostro cervello, mentre scrolliamo, il Circuito della ricompensa viene ingaggiato con il rilascio di Dopamina e dirottato da questo scrolling alla ricerca di informazioni gratificanti come alcuni filmati o dalla continua ricerca di like o notifiche come risposta a quanto postato nel social. Queste gratificazioni arrivano in modo variabile, non sono garantite, arrivano in maniera incostante, generando aspettativa e sempre maggiore liberazione di Dopamina nel sistema. Tutto ciò può arrivare, in casi estremi a creare una dipendenza, più o meno forte, ma comunque in grado di alterare in maniera variabile la nostra capacità di provare soddisfazione e di regolare i nostri impulsi. Il rinforzo variabile è un meccanismo subdolo, del quale non è facile cogliere la rilevanza, perché agisce su comportamenti impulsivi apparentemente innocui, ma anche rischiosi, tipici di chi si lascia coinvolgere in giochi d’azzardo o in decisioni avventate come acquisti non ponderati. Inoltre un uso eccessivo di queste tecnologie può creare stress, nervosismo con irritabilità, riduzione della memoria, cefalee, stanchezza cognitiva. Ciò è più frequente tra i giovani e i soggetti più vulnerabili con conseguenti alterazioni della corteccia cerebrale e difficoltà a relazionarsi con il mondo reale. La comprensione di questi meccanismi può essere il primo passo per sviluppare politiche di intervento e di educazione. Per prevenire i problemi possono essere utili accorgimenti come: limitazioni orarie all’uso dello smartphone, creare dei momenti nella giornata senza telefono (pasti, sonno), disattivare le notifiche dei social in modo da non essere interrotti ed evitare l’automatismo di controllare il telefono, prendersi dei tempi in cui la compagnia del telefono viene sostituita da attività manuali, come leggere o coltivare qualche hobbies (cucinare, disegnare, suonare….). Evitare lo scrolling ed i Social in genere prima di dormire.

Il circuito della ricompensa e gli zuccheri.

L’ingestione frequente di zuccheri, soprattutto se raffinati ed a rapido assorbimento, causa dei picchi glicemici ed il cervello registra l’apporto rapido di glucosio, principale metabolita dell’attività cerebrale, come un fatto estremamente positivo. Ciò attiva una sovra-stimolazione del circuito della ricompensa, con rilascio abbondante di Dopamina nel nucleo accumbens, in maniera simile a quanto avviene con le sostanze d’abuso. il senso di piacere creato, rafforza la ricerca di zuccheri, dato che il circuito regola gli impulsi immediati. È poi dimostrato che il consumo di zucchero a colazione aumenta la probabilità di cercare zuccheri durante l’intera giornata. Con il tempo, come reazione di difesa, si attua una riduzione della sensibilità dei recettori alla Dopamina, ma anche una riduzione della gratificazione. Ciò comporta, come conseguenza, la richiesta di una maggiore quantità di zuccheri, innescando una voglia irrefrenabile (craving). Tutto ciò può evolvere verso la dipendenza e la assuefazione con comportamenti compulsivi riguardo i dolci. Naturalmente la Corteccia prefrontale agisce come freno del desiderio immediato valutando le conseguenze a lungo termine. Se però questo freno si allenta, come avviene nella iper stimolazione cronica e nelle dipendenze, la persona vede solo il piacere immediato e perde la cognizione dei rischi futuri. Proseguendo succede che il comportamento diventa compulsivo e, anche se si sa che è dannoso, irrefrenabile. Sonno e stress agiscono negativamente sulla Corteccia prefrontale spegnendone l’azione di freno.

Altri aspetti molto importanti, ma con caratteristiche peculiari, che riguardano la disregolazione del circuito della ricompensa sono il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo e l’abuso della pornografia.

Il gioco d’azzardo nelle sue fasi di approccio, viene considerato come una fuga da emozioni negative, un passatempo per liberare la testa dalle preoccupazioni, e difficilmente la persona ne percepisce la pericolosità. Purtroppo oggi è molto diffuso ON LINE, anche tra soggetti molto giovani. Alla base c’è la solita stimolazione al rilascio di grandi quantità di Dopamina, soprattutto per l’incertezza del premio. Col tempo agisce come le droghe, con la spinta a giocare in modo compulsivo, anche in assenza di piacere, perdendo quindi ogni controllo. La percezione del giocatore è molto alterata, per esempio nelle slot machine la comparsa di 2 icone su 3 potrebbe venire interpretata non come una perdita, ma come una quasi vincita e quindi come un ” rinforzo” del sistema. La situazione è molto simile a quella delle tossicodipendenze dato che il giocatore sente progressivamente il bisogno di aumentare le somme scommesse o la posta in gioco, con gravi implicazioni familiari e sociali (furti e menzogne per coprire le perdite). È necessario, in caso di dipendenza, ricorrere a centri specializzati, perché sono molti i fallimenti nel tentativo di smettere o almeno controllare il gioco.

Anche lo Shopping compulsivo ha alla base una disregolazione del meccanismo di rilascio della Dopamina. L’acquisto dà gratificazione ed euforia e l’anticipazione del possesso spinge all’acquisto. All’acquisto segue spesso il senso di colpa e nuovamente impulso a comprare per calmare momentaneamente l’ansia, la tristezza, la solitudine causate dalla mancanza di adeguate gratificazioni naturali. Col tempo questo bisogno di comprare diventa compulsivo. Per il meccanismo insito nel sistema prevale il desiderio di possesso sulla gratificazione che arreca l’oggetto comprato. Ogni paziente deve venire valutato nel suo contesto per poter rimuovere le cause, soprattutto il senso soggettivo di solitudine, che orientano verso questa dipendenza. La dipendenza dalla pornografia si abbina di solito con la masturbazione e può iniziare molto precocemente a causa dell’ampia disponibilità ON LINE di filmati di ogni genere, molto espliciti. Ovviamente i genitori che lasciano nelle mani di bambini ed adolescenti, per varie ragioni, gli smartphone ed i tablet dovrebbero conoscere gli strumenti adatti per prevenire questo problema, ma anche tra bambini c’è facilmente il compagno che ha scoperto come fare, magari grazie ad un fratello maggiore, e diffonde le modalità di accesso. Il meccanismo, che riguarda giovani ed adulti, è sempre lo stesso: la gratificazione, in questo caso collegata alla eccitazione, rilascia Dopamina nel sistema. Ma nel caso dei filmati porno ON LINE, l’infinita varietà e la continua novità costituisco un rinforzo per la “violazione positiva delle aspettative”, garantendo un rilascio di Dopamina continuo. La stimolazione eccessiva può portare alla desensibilizzazione dei recettori, e questo predispone alla persistente ricerca di nuovi filmati, sempre più trasgressivi, per ottenere la stimolazione e la gratificazione, fino a comportamenti compulsivi, anche della masturbazione, difficili da controllare. In alcuni casi la desensibilizzazione alla Dopamina o la mancanza dello stimolo pornografico, possono rendere difficile l’eccitazione e l’erezione nei rapporti reali, provocando una “disfunzione erettile da porno”. La sessualità è un fenomeno naturale molto importante e riguarda la sfera delle relazioni, ma l’elevata ed artificiale iper stimolazione, causata dalla continua disponibilità di nuove suggestioni indotte dai filmati, che non ha uguali in natura, può danneggiare la normale libido, cioè le normali aspettative, e la sfera sessuale reale. A differenza del sesso reale che richiede interazione sociale, corteggiamento ed empatia, il porno fornisce una ricompensa immediata senza sforzo e può succedere che gli stimoli della vita reale come amore, affetto, tenerezza per il partner e i normali piaceri quotidiani possano sembrare meno eccitanti ed insufficienti, rispetto al picco biochimico generato dal porno. A complicare la situazione è il legame della pornografia con la secrezione di un altro ormone-mediatore chimico, l’Ossitocina, da alcuni chiamato l’ormone della felicità, che è fondamentale per l’attaccamento e la fiducia, tanto da essere considerato l’ormone del legame. Normalmente viene rilasciato durante il contatto fisico e l’orgasmo con il partner, rafforzando il legame di coppia. Durante la visione di materiale pornografico viene secreta anche l’Ossitocina assieme a Dopamina, endorfine e vasopressina. Ciò determina un legame biochimico con una situazione artificiale eccitante, invece che con una persona reale, fissando l’esperienza del piacere sessuale nella memoria, associandola esclusivamente allo stimolo visivo pornografico. Questa è una situazione molto pericolosa perché può portare alla perdita di interesse per le relazioni reali ed all’isolamento. Ultimo aspetto che incide sulla dipendenza da pornografia è il progressivo indebolimento dell’azione inibitoria della Corteccia prefrontale, che rende difficile smettere.


 
 
 

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