La Dopamina
- Andrea Vannozzi
- 27 apr
- Tempo di lettura: 4 min
È un’importante neuromediatore prodotto dal cervello nell’area tegmentale e nella substantia grigia, in piccola parte è prodotto anche dalle ghiandole surrenali.
Come viene sintetizzata?
La sintesi avviene partendo dall’ amminoacido Tirosina che viene convertito in L- dopa (L-3,4 diidrossi_ fenilalanina) dall’enzima Tirosina idrossilasi. La L-dopa viene poi convertita in Dopamina, tramite una reazione di decarbossilazione ad opera dell’enzima AADC (aromatic L- aminoacid decarboxylase).
Dove avviene la sintesi, la liberazione e la ricaptazione?
La Dopamina viene sintetizzata nel citoplasma cellulare e depositata all’interno di vescicole che proteggono il neuromediatore dalla degradazione. Le vescicole sono collegate alla membrana cellulare nella zona della sinapsi. All’arrivo dell’impulso nervoso si fondono con la membrana del neuroma e liberano il loro contenuto nello spazio sinaptico dove la sostanza si lega ai recettori specifici post sinaptici. Se la concentrazione del neuromediatore nello spazio sinaptico è però troppo alta la Dopamina si lega ad un autorecettore D₂ presinaptico, che inibisce la produzione e la ulteriore liberazione di Dopamina (funzione di freno o feedback inibitorio). Questi autorecettori possono essere bloccati da droghe o farmaci, aumentando persistentemente la Dopamina. Dopo essere stato rilasciato nello spazio sinaptico, il neuro mediatore viene riassorbito rapidamente dal neurone presinaptico tramite trasportatori specifici (DAT), regolando così l’intensità e la durata del segnale. Alcuni farmaci possono bloccare la ricaptazione della sostanza.
Dove agisce?
La dopamina ha molte funzioni cerebrali, agendo soprattutto sul comportamento, sulla cognizione, sulla motivazione e sulla inibizione della produzione di prolattina, che a sua volta è correlata all’allattamento e alla gratificazione sessuale. Agisce inoltre su sonno, umore, attenzione, apprendimento, memoria di lavoro o “a breve termine” e coordinazione motoria. I neuroni che producono Dopamina sono collegati ad ampie zone del cervello attraverso quattro percorsi principali:
La via mesolimbica. Rappresenta il circuito della ricompensa, che agisce soprattutto sul comportamento, sul desiderio, sul senso di gratificazione ed è coinvolta nel fenomeno delle dipendenze patologiche.
La via mesocorticale. È Un circuito che parte dall’area tegmentale ventrale del mesencefalo e raggiunge la corteccia cerebrale prefrontale. Preside a funzioni collegate alla cognizione, a funzioni esecutive, alla memoria da lavoro, alla pianificazione ed alle risposte emotive.
La via nigrostriatale. È un circuito cerebrale fondamentale per il controllo e la coordinazione dei movimenti, partendo dalla Substantia grigia fino al Corpo striato (nucleo caudato e putamen). Nel percorso sono coinvolti i gangli della base. La sua degenerazione causa il Morbo di Parkinson. Il Corpo striato è fondamentale per il controllo dei movimenti volontari, della pianificazione motoria, dell’apprendimento procedurale e dei comportamenti cognitivi ed emotivi.
La via tuberoinfondibolare. Collega l’Ipotalamo alla ghiandola pituitaria e controlla il rilascio di ormoni come la Somatostatina (ormone della crescita) e il PIF (Prolactin inhibiting Factor), cioè l’ormone inibente la produzione di Prolattina.
Fattori interferenti o modulatori della produzione, rilascio e degradazione della Dopamina
Alimentazione. Una dieta povera di Tirosina e Fenilalanina o alterazioni del microbiota che interferiscano con l’assorbimento di Tirosina e Fenilalanina possono limitare la produzione di Dopamina. La carenza di Tirosina è una situazione estremamente rara anche perché la Tirosina, aminoacido non essenziale, può derivare dall’aminoacido Fenilalanina, aminoacido essenziale, attraverso l’enzima fenilalanina idrossilasi. I sintomi correlati alla carenza di Tirosina possono riguardare i deficit di neuromediatori e di ormoni tiroidei, con sintomi come stanchezza, difficoltà di concentrazione, depressione fino all’insorgere dei sintomi correlati all’ipotiroidismo, come aumento di peso, cute secca, rallentamento psicomotorio ecc. Fonti alimentari di Tirosina e Fenilalanina sono i cibi proteici come carne, uova, pesce, latticini, formaggi stagionati, legumi, frutta secca come mandorle, arachidi e noci. Anche la carenza di Vitamina B6 può rallentare la sintesi di Dopamina in quanto è un cofattore della reazione di decarbossilazione.
Attività fisica. L’attività fisica aerobica costante stimola la produzione di Dopamina.
Le Droghe. Diverse droghe interferiscono provocando danni ai neuroni e rimaneggiamento delle strutture cerebrali. La cocaina agisce, oltre che sulla Dopamina, anche sulla Serotonina e sulla Noradrenalina, bloccandone la ricaptazione sinaptica (reuptake) aumentando così la concentrazione nello spazio sinaptico e la saturazione dei recettori. Anche l’ecstasy agisce aumentando il rilascio, soprattutto di Serotonina, oltre che di Dopamina e Noradrenalina, e bloccandone la riassunzione. Le droghe agiscono principalmente provocando sensazione di benessere, euforia, piacere, con soppressione di fatica, sonno e appetito, con eccitazione anche fisica (aumento P.A. e F.C.). Dopo 3-6 ore dall’assunzione l’effetto della droga termina con una grande carenza cerebrale di neuromediatori, che provoca vari disturbi, soprattutto stanchezza estrema, ansia, nervosismo, oltre ai disturbi caratteristici del tipo di droga usato.
I Farmaci. Sono principalmente gli agonisti dopaminergici, come i farmaci usati nel Morbo di Parkinson, che si legano ai recettori della Dopamina mimandone l’effetto. Gli antipsicotici ed i neurolettici, usati per curare patologie psichiatriche, riducono invece l’attività dopaminergica. Gli inibitori della MAO che bloccano l’enzima mono amino ossidasi, rallentano la degradazione della Dopamina, favorendone quindi l’aumento. La Reserpina impedisce lo stoccaggio del neuromediatore nelle vescicole con conseguente rapida degradazione.
I metalli pesanti. Piombo e Manganese possono inibire gli enzimi coinvolti nella sintesi della Dopamina.
Lo stress cronico. Alti livelli di Cortisolo possono interferire con i recettori e la sintesi della Dopamina portando, in situazioni persistenti, all’esaurimento del sistema dopaminergico.




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